In queste due giornate di intenso lavoro di ricerca e di riscoperta personale, 

spiccano le relazioni di egregi Assistenti Scout: Don Giorgio Basadonna e Don Alberto Mandelli. 

Suggestivo il luogo: il Collegio dei Padri Oblati Missionari di Rho, che ci hanno ospitati. 

Così molto sentito è stato il momento del S.Rosario, recitato percorrendo 

tutto il porticato e meditato ad ogni decina dai vari gruppi incaricati. 

Il tema centrale è la figura di Pietro nei suoi più ampi aspetti: “ma sulla tua Parola getterò le reti”. 

Innanzitutto abbiamo reso omaggio ad un fratello scout morto in missione incarnando il Servizio nel suo aspetto più alto: Nicola Calipari. 

Pietro, uomo semplice ed onesto, si è chiesto, dall’incontro, chi è Gesù che lo invita ad essere pescatore di uomini. 

Pietro, a volte timido e confuso, ma con l’adorante sguardo, amoroso e supplichevole su Gesù. 

All’annunzio della passione, morte e risurrezione, Pietro non comprende e si sgomenta: come può il Figlio di Dio patire e morire,

 non lo crede possibile, pensa che Dio non lo permetterà e non comprende appieno la missione di Gesù, 

anzi per Lui è motivo di scandalo e lo allontana chiamandolo Satana. 

Pietro piange, perché non comprende, che Gesù lo ha scelto per diventare pietra di fondamento, roccia incrollabile, 

dove non si devono radicare deviazioni. Dare la vita, questo è il senso della missione, in tutti i suoi aspetti. 

Ma Pietro cerca ancora di dissuadere Gesù dalla croce. 

Pietro è preso, con tanto amore, dall’entusiasmo della sequela di Cristo, anche se il suo umano prende il sopravvento. 

Pietro ha voglia di amare, di non tradire, di non rinnegare Gesù, ma la sua natura lo prevarica. 

Quando Gesù è arrestato, Pietro lo segue e rimane con lui per non abbandonarlo. 

Per questi motivi Pietro è esattamente uguale a noi, all’uomo di oggi, con molto entusiasmo, anche se,

nei momenti di sconforto, la debolezza ci assale.

 Ma lo sguardo di Gesù ci fa riflettere, piangere, ma ci aiuta a risollevarci. 

Fino al sabato Santo in Pietro si alternano questi sentimenti. Pietro è testimone della Resurrezione. 

Gesù aiuta Pietro, ed ognuno di noi, a convertirsi e a prendere coscienza della Fede. 

Lo Spirito Santo ci darà la forza e renderemo testimonianza. 

Pietro viene trasformato dallo Spirito e prende coscienza della sua missione: testimoniare il Vangelo. 

Lo Spirito dà la forza della testimonianza fino alla morte e la missione diventa inarrestabile. 

Pietro è il punto di riferimento per seguire e testimoniare Gesù. 

“Anche se siete afflitti da varie prove, siete ricolmi di gioia perché voi credete in Gesù anche se non lo avete visto.” 

Lo scoutismo ci aiuta in questo perché attraverso di esso abbiamo sperimentato il Vangelo e questo non è nostro merito,

ma dono di Dio. Scout, uomo di speranza: vivere la speranza con dolcezza e rispetto anche davanti alle miserie umane. 

Dal dramma della Passione alla vita nuova. 

Tutti i figli di Dio sono guidati dallo Spirito, occorre essere aperti e disponibili per riceverlo e farlo lavorare in noi. 

Dominare, possedere sono sentimenti che soffocano lo Spirito, il dono e il servizio invece lo liberano e lo rendono libero di agire in noi.

Il S.Rosario è l’arma più importante dei semplici, dei poveri, dei puri di cuore, contro i quali il demonio è disorientato, 

non ha nessun potere. Siamo tutti portati alla Santità.

Il vivere quotidiano, facendo del nostro meglio, nel servizio di quelli che sono stati messi sulla nostra strada. 

Dio è Amore e il Paradiso è più vicino tanto quanto è più grande la nostra disponibilità ad amare.

 Saremo giudicati dall’Amore.

 E diventiamo tutti degni del perdono di Dio per opera della sua grande misericordia. 

Il vivere l’essenzialità ci porta ad avere meno sicurezze materiali, ma ci arricchisce, 

dando più spazio alla preghiera e alla disponibilità, alla chiamata e al dono dello Spirito. 

La redenzione passa attraverso la sofferenza. 

Tanto più accettiamo e viviamo serenamente e con speranza la sofferenza con le visione della legge scout, 

tanto più ci avviciniamo alla nostra redenzione e alla redenzione del mondo. 

Abbiamo la certezza evangelica che Gesù è e sarà sempre con noi, 

non ci abbandona, nonostante le nostre miserie e questa è certezza del Paradiso.

(Leone bianco)